Io sono la bestia

il

di Andrea Donaera, NNEditore

Michele, il figlio di Domenico Trevi, respinto dalla ragazzina di cui è innamorato, si è suicidato.

Ma Domenico Trevi, detto Mimì, non è un uomo qualunque, è un boss della Sacra corona unita e per la morte di suo figlio esige vendetta, perdendo completamente la testa per il dolore.

Ed è proprio sulla circostanze della sua vendetta che questo romanzo prende forma.

Sulla trama non dirò di più perché la storia vi travolgerà. Vi catturerà dolcemente e quando meno ve lo aspettate inizierà a sorprendervi, fino a paralizzarvi.

Per tutte le 227 pagine la narrazione è in crescendo, non ci si annoia mai, non c’è nulla di scontato. Mi sono sentita per tutto il tempo sulle montagne russe, in un susseguirsi di salite rapide a riprendere fiato e discese ripidissime a toglierlo.

Lo stile di Andrea Donaera è riconoscibile, graffiante, non ha nulla dell’esordiente a parer mio, perchè nella sua scrittura c’è una sicurezza e un coraggio che stupisce e ferisce.

La sua penna è potente e il linguaggio usato in questo racconto è una miscela tra poesia, dialetto e prosa assolutamente affascinante e comprensibile a qualunque lettore.

Quello che più di tutto mi ha sorpreso sono le sensazioni che non avevo mai sperimentato con la lettura. Non leggo triller o horror, e questo libro di certo non rientra in questi generi, ma ho avuto paura e ho pianto.

Ho pianto per la paura e l’angoscia che si sono impadronite di me, che mi hanno paralizzata e tolto il sonno perchè come un vaso di pandora questo libro si apre su scorci dell’animo umano che normalmente restano chiusi, lasciandone uscire tutti i demoni.

Abbiamo tutti una nostra linea di divisione tra bene e male. Non importa dove sia posizionata ma tutti noi la possediamo. Al di qua siamo buoni, ma facendo un passo in più diventiamo cattivi.

In una visione generale il buon senso ci insegna che la vendetta è male, ma se l’anima è ferita e la bestia ci passa attraverso ecco che la vittima diventa carnefice di qualcun’altro in un gioco di ruoli macabro ma plausibile.

Quello che mi ha terrorizzata è sentire crescere in me una sorta di giustificazione per alcune cose che stavo leggendo. Mi è salito il panico proprio per quella breccia che si può aprire in chiunque e quindi anche in me.

A fare male in questo libro non è soltanto la ferocia, ma anche la dolcezza. Ci sono pensieri profondi e dolcissimi che sono in contrasto con le azioni, creando un’atmosfera veramente molto particolare ed emotivamente convincente e, soprattutto, coinvolgendo il lettore in maniera straordinaria.

Vorrei anche parlare di quanto sia curata questa pubblicazione. Era la prima volta che leggevo un romanzo di questo editore e mi sono follemente innamorata della scrupolosità con cui tutto è dipinto. E non uso questo termine a caso. L’editing è perfetto. La copertina e il suo interno sono eleganti e poetiche.

C’è poi un contenuto extra scaricabile acquistando il libro, Il quaderno d’addio di Michele Trevi con 20 poesie, che è una coccola in grado di far sentire il lettore amato, senza contare che le poesie che contiene sono molto toccanti.

Non vedo l’ora che sia domenica prossima, perchè in occasione del Bookpride di Genova, assieme ad una marea di incontri super interessanti, ci sarà proprio la presentazione di questo libro, in presenza dell’autore.

Nel frattempo vi lascio con il consiglio accorato di lasciarvi trascinare da questa lettura sconvolgente.

Leggetelo, leggetelo, leggetelo!

Guarda nello specchio. E non vede più sua madre. Vede il dentro, il nascosto, il vero. E’ terribile. E’ l’aprire la bara di un morto fresco. E’ l’orlo oltre il quale nessuno dovrebbe andare.

Andrea Donaera
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